a. 1162, Archivio Capitolare di Aversa, pp. 147-148, doc. LXXXIII

X Anno Dominice incarnationis .MCLXII., indictione .IX., mense iulio. Ego Robbertus, presbiter et canonicus aecclesiae Sancti Pauli, iconomus quoque sanctae congregationis eiusdem, licentia domini mei Gualterii, venerabilis Aversani episcopi, consilio quoque et assensu subscriptorum fratrum eiusdem congregationis, concedo et do vobis Sergio et Alexandro genero tuo, habitatoribus ville Iuliani, necnon et heredibus vestris, duas pecias terrae pertinentes prephate congregationi, in territorio eiusdem ville, cum sebus et limitibus, et cum viis suis ibidem intrandi et exeundi, et cum omnibus que in eis sunt supter et super, ad habendum, possidendum, utendum atque fruendum, eo videlicet modo, ut vos seu heredes vestri, in kalendas augusti .xxvi. tarenos bonos de moneta Amalfi et alios .xxvi in kalendas octobris eidem congregationi annualiter persolvatis. Prima vero pecia terre est in loco qui nuncupatur clausuria de Antignano, et hos habet fines: a parte orientis est finis terra filiorum quondam Philippi de Venabulo et terra Petri Mancarelli, et terra Iuliani Perallola, habet inde passus .clxxiii.; a parte meridiei est via publica, habet inde passus .xl.; a parte occidentis est eadem via, habet inde passus .cxxxiii., et est ibi recansus unus de intus ipsa terra, iuxta terram aecclesiae Sancti Felicis de eadem villa Iuliani, qui constat passibus quinque. et in capite ipsius recansi est intersicus qui constat passibus .xi.; a parte septentrionis est finis terra predictorum filiorum Philippi de Venabulo, habet inde passus .xxi. Secunda pecia terrae est in prenotato Antignano, habetque hos fines: ab oriente est via publica, habet inde passus .xxii.; a parte meridiei est finis terra eorum hominum qui cognominantur Basiliski et terra Iohannis Perallola, habet inde passus .l.; ab occidente est finis terra eorum hominum qui cognominantur Girolla, habet inde passus .xvii.; a septentrione est finis terra prescriptorum filiorum Philippi de Venabulo, habet inde passus .xvi., et est ibi recansus unus de foris ipsa terra, qui constat passibus .v.; et in capite ipsius recansi est intersicus qui constat passibus .xxxiii. Si autem nos, fratres iamdicte sancte congregationis, sive posteri nostri, aliquo adveniente tempore contra hanc nostram concessionem sive conventionem iacere temptaverimus, et bis aut ter ammoniti contempserimus emendare, obligamus nos composituros vobis, seu heredibus vestris, libram unam auri purissimi. Similiter et vos sive heredes vestri, si quod superius dictum est attendere nolueritis, sepe memorate congregationi libram unam auri purissimi componatis. Solutaque auri pena, hoc scriptum firmum et inviolabile maneat in perpetuum; et ut verius credatur et a posteris diligentius observetur, cartulam exinde vobis feci, et factam, crucis signo corroboravi et dominum meum Gualterium, Aversanum episcopum, ut se subscriberet rogavi.
Signum manus domini Gualterii, X venerabilis Aversani episcopi.

X Signum Nicolai canonici.
X Signum Robberti de Sancto Archangelo.
X Signum Goffridi de Danfronte canonici.
X Signum Iohannis Clementis canonici.
X Signum Lanberti canonici.
X Signum Willelmi Pictaviensis canonici.
X Signum Iohannis de Plunbala canonici.
X Signum Simonis Pictaviensis canonici.
X Signum Stefani presbiteri et canonici.
X Signum Gervasii canonici.
X Signum Gregorii diaconi

Data per manus domini Wiscardi archidiaconi. Scripta vero manu Petri, Sancti Pauli diaconi.



X Nell’anno MCLXII dell’incarnazione del Signore, nella IX indizione, nel mese di luglio. Io Roberto, presbitero e canonico della chiesa di San Paolo, economo inoltre della santa congregazione della stessa chiesa, con licenza del signore mio Gualterio, venerabile vescovo aversano, con il consiglio anche e l’assenso dei sottoscritti fratelli della stessa congregazione, concedo e do a voi Sergio e Alessandro genero tuo, abitanti del villaggio di Iuliani, nonché ai vostri eredi, due pezzi di terra appartenenti alla predetta congregazione, nel territorio dello stesso villaggio, con le siepi e i confini, e con le loro vie per entrarvi e uscirne, e con tutte le cose che in essi vi sono sotto e sopra, affinché li abbiate, li possediate, li utilizziate e ne cogliate i frutti, vale a dire con quella condizione che voi e i vostri eredi ogni anno paghiate alla stessa congregazione nelle calende di agosto XXVI buoni tareni della moneta di Amalfi e altri XXVI nelle calende di ottobre. Invero il primo pezzo di terra è nel luogo chiamato clausuria de Antignano, e ha questi confini: dalla parte di oriente è confine la terra dei figli del fu Filippo de Venabulo e la terra di Pietro Mancarello, e la terra di Giuliano Perallola, ha di qui passi CLXXIII; dalla parte di mezzogiorno è la via pubblica, ha di qui passi XL; dalla parte di occidente è la stessa via, ha di qui passi CXXXIII, ed è ivi una fratta dentro la stessa terra, vicino alla terra della chiesa di San Felice dello stesso villaggio di Iuliani, che consta di passi cinque e in capo della stessa fratta è un pezzo di terra interposto che consta di passi XI; dalla parte di settentrione è la terra dei predetti figli di Filippo de Venabulo, ha di qui passi XXI. Il secondo pezzo di terra è nel predetto Antignano, e ha questi confini: a oriente è la via pubblica, ha di qui passi XXII; dalla parte di mezzogiorno è la terra di quegli uomini di cognome Basiliski e la terra di Giovanni Perallola, ha di qui passi L; a occidente è la terra di quegli uomini di cognome Girolla, ha di qui passi XVII; a settentrione è la terra degli anzidetti figli di Filippo de Venabulo, ha di qui passi XVI, ed è ivi una fratta fuori della detta terra che è di passi V; e in capo della stessa fratta è un pezzo di terra interposto che è di passi XXXIIII. Se poi noi, fratelli della predetta santa congregazione, o i nostri posteri, in qualsiasi tempo futuro tentassimo di porci contro questa nostra concessione o convenzione, e ammoniti due o tre volte disprezzassimo di correggerci, prendiamo obbligo a pagare come ammenda a voi, o ai vostri eredi, una libbra d’oro purissimo. Similmente anche voi o i vostri eredi, se non vorrete rispettare quanto sopra detto, pagherete come ammenda alla predetta congregazione una libbra d’oro purissimo. E assolta la pena in oro, questo scritto fermo e inviolabile rimanga in perpetuo; e affinché più degno di fede sia creduto e dai posteri con più diligenza sia osservato, ho pertanto fatto questo atto per voi, e una volta fatto, l’ho rafforzato con il segno della croce e ho chiesto al signore mio Gualterio, vescovo aversano, di sottoscriverlo.
Segno della mano di domino Gualterio, X venerabile vescovo aversano.

X Segno di Nicola canonico.
X Segno di Roberto di Sancto Archangelo.
X Segno di Goffredo de Danfronte canonico.
X Segno di Giovanni Clemente canonico.
X Segno di Lamberto canonico.
X Segno di Guglielmo Pictaviensis canonico.
X Segno di Giovanni de Plunbala canonico.
X Segno di Simone Pictaviensis canonico.
X Segno di Stefano presbitero e canonico.
X Segno di Gervasio canonico.
XSegno di Gregorio diacono.

Dato per mano di domino Guiscardo arcidiacono. Scritto invero per mano di Pietro, diacono di San Paolo.